mercoledì 20 giugno 2012

Una vecchia storia

Nella presentazione del blog, avevo promesso vecchie storie e tanti caffè. Ora, di caffè ne abbiamo, ho un sacco di tazzine, ho ricomprato zucchero e latte, quindi posso mettere su la moka, se volete. Offro io.
Ma storie....
Iniziamo: storie vere o inventate?! Io le amo entrambe. Quelle vere, perchè mi lasciano un sorriso nostalgico sul viso, oppure un groppo doloroso in gola, ma anche quello piacevole abbastanza da scriverne.
Inventate perchè c'è stato un tempo in cui volevo scrivere. Uno scrivere vero, lungo, complesso.
E ho scritto.
Diversi capitoli. Poi è arrivata la vita. Sapete, non sempre si è pronti (e non dite che questa frase non è un colpo d'anca notevole).
Per quanto mi riguarda, la furba mi ha preso alle spalle. A volte sono riuscita a schivare, ma spesso mi ha afferrato per il polso e trattenuto.
Ma con il caldo di oggi sono riuscita a scivolarle via :D
Perciò potrei anche offrire una storia inventata!
Se la trovo...mmm, no questi sono i vecchi documenti medici....mmmm foto....aspetta!!! No, no, falso allarme, vecchi appunti di scuola....ma quelli non si perdono mai?! Vabbè....
Scartabella che ti scartabella.....
Allora, mentre cerco vi racconto.
L'amore fra me e Nera nesceva mentre nasceva Morgana.
Era il periodo che va dai 17 in su, un periodo di confine, dove realtà e fantasia sono prossime a fondersi, il tempo è labile e tutto può succedere. Questa situazione è creata dalla potenza empatica degli adolescenti (perchè, per quanto ne pensiate, a 17 anni ancora adolescenti siamo), dalla volontà che il mondo si pieghi alla nostra realtà, dalla volontà che il mondo sia magico e misterioso.
Beh, magari questo non vale per tutti.
Per noi valeva. Percepivamo cose, emozioni, ci ritrovavamo nella casa in campagna di un nostro amico e lì facevamo di solito le cene e le feste. E' una casa stupenda e molto suggestiva.
Ma, quando eravamo ragazzi noi, era soprattutto una.....casa stregata :)
Ovviamente, direte voi, sai la novità.
E grazie, dico io, se eravamo unici stavamo a fare i supereroi e non i fatti nsotri no?!
E lasciatemi andare avanti santi numi! Tzè...
Cmq in questa casa tutti noi avvertivamo qualcosa.
Qualcosa di potente e, ve lo dico tranquillamente, lo avvertiamo tutt'oggi.
Che c'è di male!? Una cosa segue la sua natura. E così facciamo noi.
Se quella è la sua natura e percepirla è la nostra, non vedo cosa ci sia di male.
E poi ringraziamo Dio che sognamo ancora, no?!
Ad ogni modo.
Parlavamo di cose misteriose ed avevamo quasi creato una storia costruita su di noi.
Personaggi con una personalità che andava non solo formandosi, ma fondendosi su di noi. Stavamo mostrando a noi stessi una parte di noi stessi.
E questi personaggi mi piacevano talmente tanto (anche perchè la loro relatà era di carne e non di carta), che nacque "Nera".
Nera era una storia, la mia storia. La nostra storia, almeno la storia dei personaggi principali. Quelli di carne e quelli di essenza, quelle forme che sentivamo, ma a cui non sapevamo dare un volto.
Così pensai di darglielo io.
Ascoltavo e immaginavo. Realizzavo i caratteri dei loro "spiriti protettori"  attraverso quello che loro descrivevano, raccontavano, dicevano di intravedere.
A volte le disegnavo, ma il più delle volte a disegnarli era mia sorella, molto più brava di me, a mio modesto avviso.
E mentre ne scrivevo, prendevano forma sempre più nitida nella mia mente. Erano così, ora li vedevo, li sentivo, ora potevo davvero raccontarli!
E difatti questo era Nera.
Chiudevo gli occhi e li immaginavo. Li vedevo come erano. Li sentivo parlare per come erano.
Tracciavo le loro personalità, e quelle che avevano anche la controparte di carne (che espressione strana, vero...eppure non ce ne è di più appropriata) sembravano più solide, ma anche loro avevano una parte "indipendente" del loro carattere.
Morgana non aveva esattamente il mio carattere. Aveva il mio carattere, il suo carattere e il mio brutto carattere :)
Insomma era complessa e spesso anche perplessa, lo devo ammettere.
Non vi dirò i nomi degli altri. Perchè alcuni degli altri non solo esistono, ma leggono :)
Perciò a voi indovinare quali sono quelli "veri" e quelli "finti", perchè io ancora non lo ho capito.
Ma Nera è il mio amore.
E' nel mio cuore e ogni volta che non la trovo mi si spezza il cuore e mi viene l'ansia di averla perduta.
Perchè Nera non è solo una storia, ma la mia storia, la nostra storia. Una specie di figlia.
Perciò appena la troverò vi "leggerò" un po' di Nera. Non per giudicarla, per leggerla e basta, perchè possiate condividere un po' di quel magico e intenso vivere che noi abbiamo avuto.
Io ricordo quel periodo come uno dei più dolci della mia storia. Pieno di storie divertenti, tristi, melanconiche e, a volte, lo ammetto, un po' spaventose.
Qualche spavento, credetemi, ce lo siamo preso e non poco!
Però abbiamo anche vissuto dei momenti a cui non rinuncerei per niente al mondo. Le persone che facevano parte della mia vita allora, non sono tutte ancora con me. Alcune hanno preso strade diverse, altre si sono semplicemente trasferite da altre parti, ma ancora io le sento vicino tutte le volte che ripenso a quelle storie. Vecchie storie, da raccontare a cena, con gli amici che sono restati, perchè anche se le strade si dividono, quando la città rimane la stessa, cercano di incontrarsi il più spesso possibile.
E quelli lontani non lo sono mai davvero; quando tornano, sono sempre pronti a bere un caffè.
Casa mia altro non vuole essere che Nera, un "pianeta" dove quelli che si amano possono ritrovarsi, immaginarsi in una cucina che sappia di caffè, con la moka sempre pronta ormai imparentata ai fornelli e magari, dai, perchè no, mettiamoci un bel camino come avevo nella seconda casa e anche nella casa in campagna del nostro amico!!!
Mia mamma lo usava come portaoggetti. E portabambini, perchè a me piaceva stare a sedere su quel camino, a guardare i grandi chiacchierare e ridere, a tavola ormai da ore, mentre una piccola persona sul camino sognava di poter fare la stessa cosa.
Che sogno strano eh?!
Io volevo essere una portaerei. Ma dai!
Maestra: "cosa volete fare da grandi?!"
"io l'astronauta" "io la maestra (il lecchino c'è sempre)" "io il pilota".
"E tu Marta?!"
Sguardo perplesso.
"Io?!" sorriso trionfante" io farò la portaerei".
Vi chiederete, ma che genitori ha avuto questa portaer....questa ragazza?!
I migliori :)
Naturalmente i toscani (e forse non solo loro) alla frase "io voglio fare la portaerei" hanno ridacchiato maligni.
Nonnonnonno non mentite! Lo avrei fatto anche io, e con gran sghignazzamento.
La portaerei qui, intendeva che voleva che casa sua fosse un posto dove tutti potessero trovare rifugio, un posto dove sapevano che non sarebbero stati rifiutati, potevano essere loro stessi senza temere niente! In casa nostra sono passati personaggi di ogni tipo e per questo nessuno mi sembra mai uno strano personaggio, o, comunque, non troppo strano.
E volevo anche io avere una tavolata dove si beve si mangia si ride e "si cuciono i vestitini addosso alle persone".
Se non sapete cosa vuol dire, lo imparerete a vostre spese.
I apologize.
Per mia fortuna ho trovato un compagno di vita che, aldilà dei momenti in cui entra in letargo o cerca il miele, è anche lui un amante delle cene, del vino e delle risate.
Soprattutto, anche lui, alla fin fine, è un po' una portaerei. Solo che lui lo fa a modo suo. Come noi tutti.
Io invece sono spudorata.
Mi piacerebbe avere gente in casa tutte le sere, fare festa, ridere, tornare allo stile di vita in cui sono cresciuta.
Ma siamo nel 2012 e le persone fanno fatica a volersi bene. A restare unite e coese.
L'amicizia vera fatica a germinare, a volte manca il sole. A volte manca il soldo.
Eppure, io, amante di tutto ciò che è nuovo e diverso, dell'evolvere, terrorizzata dall'entropia....darei oro per tornare in una cucina, i cui mobili sanno di caffè, dove una bimba sul camino guarda estasiata un gruppo di adulti che ride intorno al tavolo con i bicchieri di vino sempre mezzi pieni (come facevano per me era un mistero...ora lo so) raccontandosi cose che solo loro sanno, perchè hanno vissuto insieme.
Ecco, intanto come vedete, un po' di NERA ve la ho fatta sentire.
E forse avrete capito che alla fine, non sempre la realtà si discosta dall'immaginario.
Non sempre.




7 commenti:

  1. Anche io, da grande, voglio fare la portaerei. Che dici, lecchina o copiona? No perche' c'e' anche sempre il bambino copione!

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  2. Copina?! No! E' retaggio familiare :D

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  3. Non mi vergogno a dire che leggendo queste righe mi è scesa qualche lacrima, di gioia s'intende, ma con un velo di malinconia. un rinvangare nel passato... come prendere un vecchio libro, soffiare via la polvere e rispolverare le pagine della vita. 18 anni sono proprio pochi dirai tu... e lo so bene anche io; ma d'altronde non posso fare a meno di sentirmi presa in causa, quando dici "una casa che fosse un posto dove tutti potessero trovare rifugio, un posto dove sapevano che non sarebbero stati rifiutati, potevano essere loro stessi senza temere niente!" Perchè casa Beritelli era proprio così, sempre una festa, sempre allegria, sempre gente che aveva voglia di parlare e di ascoltare, libri ovunque e odore di famiglia... gente di FAMIGLIA. Allora ero veramente bimba e mi sentivo una piccola Alice in un mondo curioso e stupendo, pieno di cose meravigliose e soprattutto di persone meravigliose, che ho adorato fin dal primo momento. Ed è guardandomi indietro che mi sembrano passati anni, secoli... e darei qualunque cosa per rivivere quelle emozioni :)

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  4. a volte non vedo quello che ho sotto gli occhi...

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  5. Dai, quando scendo a Firenze passo a prendere un caffe' :) Pero' la cioccolata ce la metto io - per voi,
    dato che io sono allergico :P

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    1. Lo sai che sei sempre il benvenuto e che c'è sempre caffè per tutti :D
      Per il cioccolato....beh, che dire, mi sacrificherò ;)

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